Otoplastica e balbuzie

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Corpo e mente: la chirurgia plastica come ponte tra estetica e psiche

Storia di Claudio, che a 26 anni ha sconfitto la balbuzie con un intervento di otoplastica

[Per motivi di privacy il vero nome del protagonista dell’articolo è stato cambiato con un nome di fantasia]

Claudio è un bel ragazzo, alto, robusto ma non grasso, un viso aperto, sorridente, di chi ha fiducia nella vita e nel futuro; trasmette gentilezza e serenità. Quando parla lo sguardo gli si illumina e tutto intorno a lui si colora di tinte calde, il calore della Calabria da cui proviene, in cui è nato e vive tuttora.

Eppure, fino a un anno fa, questo ragazzo solare aveva tutto un altro aspetto.

“Non sapevamo di questo suo tormento”, spiegano adesso i suoi genitori. “Non ci eravamo mai resi conto che fosse un problema così grande per lui, altrimenti lo avremmo messo in contatto con il Dr. Papaleo molto prima”. Perché Claudio ha sempre avuto due problemi: il primo, una balbuzie di quelle “cattive”, che gli impedivano anche solo di provare a esprimersi e che per tutta l’adolescenza lo ha relegato a un mondo di silenzio, di comunicazione per lo più fatta di gesti ed espressioni accigliate del volto. Di periodiche manifestazioni d’improvvisa frustrazione. “Lo abbiamo portato dai migliori professionisti. Ma la balbuzie di Claudio era imponente. I risultati sono sempre stati scarsissimi. Alla fine sia noi che Claudio ci siamo rassegnati. Non si poteva fare nulla a riguardo”.

Claudio, però, aveva anche un altro cruccio segreto ed era deciso a risolvere almeno quello. Appena è stato in grado di lavorare ha iniziato a mettere da parte i soldi, fino a crearsi un gruzzoletto per raggiungere la cifra che i vari siti internet e forum valutavano come adeguata per un intervento di otoplastica. Seguendo il consiglio di uno zio che abitava al Nord, prese un appuntamento con il Dr. Papaleo. “Non ci ha detto assolutamente nulla. Non ne abbiamo saputo niente se non a intervento finito”, dicono adesso i suoi genitori. Perché Claudio, a 25 anni, non era tenuto a informare nessuno della sua volontà di sottoporsi a una chirurgia.

“Claudio non aveva mai potuto – oppure voluto – raccontare il suo piccolo dramma interiore. Oltre alla balbuzie, le orecchie a sventola lo tormentavano fin da bambino. E per non fare preoccupare ulteriormente i genitori, già in ansia per i suoi problemi di linguaggio, si era tenuto questo segreto per sé.”

L’ho sottoposto a un intervento di otoplastica“, dice il Dr. Papaleo. “L’intervento è durato circa un’ora e mezza, in anestesia locale con una semplice sedazione, mi sono occupato del suo bendaggio e poi l’ho mandato a casa, a riposo assoluto per qualche giorno. La cosa che ho notato subito era che il paziente, prima taciturno, schivo, leggermente balbuziente, già dalla dimissione appariva rilassato, aperto, loquace. Alla visita per la ritirata dei punti di sutura non la finiva più di parlare, sorridere, fare battute“.

Claudio non aveva mai potuto – oppure voluto – raccontare il suo piccolo dramma interiore. Oltre alla balbuzie, le orecchie a sventola lo tormentavano fin da bambino. E per non fare preoccupare ulteriormente i genitori, già in ansia per i suoi problemi di linguaggio, si era tenuto questo segreto per sé.

“Quando ho sentito i suoi genitori chiamarmi e chiedermi che cosa avessi fatto a loro figlio, mi sono preoccupato”, dice adesso, sogghignando, il Dr. Papaleo, “ma poi mi hanno spiegato: Claudio dall’intervento di otoplastica parla, non la smette più, e la balbuzie, anche se non scomparsa del tutto, è migliorata così tanto da non essere neppure più percepita come un difetto”.

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Specialistica in Medicina e Chirurgia con votazione 110 e lode.

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