Intervista al Dr. Francesco Mazzarone

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La chirurgia plastica oggi

La scuola brasiliana di Ivo Pitanguy e le moderne tecniche; il parere del Dr Francesco Mazzarone

Il Dr Francesco Mazzarone è Direttore dell’Istituto Pitanguy, fondato dall’esimio Prof. Ivo Pitanguy nel 2008 e creato per raccogliere e portare verso il secondo millennio l’eredità della scuola brasiliana di chirurgia plastica omonima, voluta dal Prof. Pitanguy già nel 1990.
Chi dunque era il miglior candidato a una chiacchierata sulle moderne tecniche di chirurgia plastica? Ringrazio il Dr Mazzarone per avermi concesso questa intervista.

Dr Francesco Mazzarone, qual è stato il mandato del Professore, quando Le ha lasciato in consegna la sua “creatura”? Quali gli insegnamenti, quale l’eredità?

Quando il Prof. Pitanguy mi chiamò per aiutarlo a fondare l’Istituto Pitanguy nel giugno 2008, si raccomandò che la sua filosofia fosse tenuta sempre in primo piano: non solo le tecniche, quindi, ma anche l’esperienza chirurgica e che avrebbe dovuto essere mostrata a tutti coloro che ne facevano richiesta lì all’ospedale.
La sua filosofia è sempre stata quella che i chirurghi più giovani – in termine di esperienza di chirurgia plastica – devono fare molta pratica insieme ai colleghi più esperti e avere la possibilità di lavorare, di sperimentare. La conoscenza teorica, comunque, deve sempre accompagnare la pratica chirurgica e nel corso degli anni di specializzazione deve essere sempre presente. A questo il Prof. Pitanguy teneva moltissimo, insieme alla ricerca scientifica: sollecitava infatti i suoi allievi a lavorare a pubblicazioni scientifiche e che partecipassero a congressi. Piano piano siamo riusciti in questo intento e stiamo riuscendo a continuare a portare avanti questa filosofia.

Cosa si prova a sostenere una così importante responsabilità, e quali sono gli obiettivi futuri?

La responsabilità non direi che è grande, è enorme. Diciamo pure che Pitanguy è insostituibile. Oggi non si può dire che qualcuno possa aver sostituito Pitanguy. Quindi portare avanti il suo nome, mantenendo la sua scuola viva, quello è l’obiettivo principale. Per gli obiettivi futuri, cercare di abbinare tecniche moderne a quelle di Pitanguy, per vedere se si può realizzare una sinergia di tecniche tali da portare un maggior benessere ai pazienti e una maggiore competenza da parte degli operatori.

“Cerchiamo di abbinare tecniche moderne a quelle di Pitanguy, per vedere se si può realizzare una sinergia di tecniche tali da portare un maggior benessere ai pazienti e una maggiore competenza da parte degli operatori”.
Dr Francesco Mazzarone, Direttore Istituto Pitanguy

Ci può raccontare com’è strutturata oggi la scuola di specializzazione in chirurgia plastica presso l’Istituto Pitanguy, di Rio de Janeiro?

In realtà è cambiato poco negli anni. Abbiamo ridotto un po’ i posti assegnati per chi ha accesso alla scuola per mandato da parte della Società brasiliana di Chirurgia Plastica. Oggigiorno abbiamo solo cinque specializzandi che hanno accesso alla scuola ogni anno. Si continuano a svolgere le stesse attività di prima, con stage in diversi ospedali di Rio de Janeiro presso i reparti: Grandi Ustionati, Oncologico, Maxillofacciale, Infantile, e Microchirurgia. Svolgiamo sempre lezioni teoriche.

Ci sono sempre studenti stranieri nella vostra scuola?

Sì, anche se è cambiata la legge e probabilmente cambierà di nuovo: per il momento gli studenti stranieri partecipano, e cercheremo di promuovere degli stage più lunghi che permettano loro di fare maggiore esperienza e affinare le tecniche. Si specializzano solo uno o due stranieri all’anno, non più il numero elevato di un tempo. Ho intenzione però di proporre a chi è già specializzato di partecipare e conseguire un Master in Chirurgia Plastica.

Quali i risultati, le innovazioni, le novità portate dalla scuola nel mondo?

Cerchiamo sempre di attenerci alle tecniche e all’esperienza già acquisita, anche e soprattutto per onorare la persona del Prof. Pitanguy. Certamente ci sono oggi nuovi strumenti tecnologici che un tempo non esistevano e che teniamo in grande considerazione; inoltre c’è una maggiore attenzione alla prevenzione di certe malattie. Cerchiamo sempre di aggiungere qualcosa che possa portare migliori risultati e sempre meno invasivi.

“Certamente ci sono oggi nuovi strumenti tecnologici che un tempo non esistevano e che teniamo in grande considerazione; inoltre c’è una maggiore attenzione alla prevenzione di certe malattie. Cerchiamo sempre di aggiungere qualcosa che possa portare migliori risultati e sempre meno invasivi”.
Dr Francesco Mazzarone, Direttore Istituto Pitanguy

Tecniche chirurgiche, scoperte scientifiche recenti, quali le novità in chirurgia plastica?

Di nuove tecniche se ne parla tantissimo ma io sono un po’ scettico, come del resto lo era il Prof. Pitanguy. Quindi lasciamo che gli altri provino nuove tecniche e poi vediamo: se il risultato sarà buono e duraturo, anche noi prenderemo in considerazione di introdurlo nel nostro piano di studi.

Infatti si parla tanto di staminali e di fine della chirurgia plastica “invasiva” in un prossimo futuro. Cosa ne pensa Lei in proposito?

Io credo che la chirurgia plastica sarà sempre utilizzata per una ragione o l’altra. Magari in un futuro lontano sarà possibile la ricostruzione totale del tessuto in laboratorio, e si parla già di trapianti di braccia, di viso, di collo, ma ancora ci sono problemi per l’immunità del paziente, dato che sono grandi le possibilità di rigetto con l’obbligo di prendere a vita dei farmaci, ma si incomincia già a prospettare la possibilità di creare tessuti particolari con cellule staminali che possano essere costruiti in laboratorio. Ancora è tutto molto a livello embrionale. Dire che gli interventi di chirurgia plastica saranno completamente aboliti è sicuramente prematuro.

Dr Francesco Mazzarone, un consiglio alle nuove generazioni che volessero seguire i corsi di specializzazione in questa branca?

Il consiglio che mi sento di dare è questo: non dimenticare mai il passato. E di non credere a tutto quello che si dice sulle possibili innovazioni senza che prima siano state regolarmente comprovate. Tutto sommato quello che vale veramente è l’esperienza. Perciò è importante affidarsi a colleghi che abbiano una grossa esperienza professionale e sfruttare al massimo possibile tale opportunità.

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Specialistica in Medicina e Chirurgia con votazione 110 e lode.

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